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CALIFORNICATION

Californication è la sesta traccia contenuta nel settimo e omonimo album dei Red Hot Chili Peppers, rilasciato nel 1999. La canzone ha una durata di 5:29 minuti e il titolo è una parola inventata per descrivere il lato più nascosto e mitizzato dell'industria cinematografica di Hollywood, il quale aleggia continuamente sia all'interno dell'ambiente sia al di fuori. Si può tradurre in Californificazione.


La canzone è costituita da 5 strofe e a cui fanno seguito un bridge, un pre-ritornello e un ritornello posizionati dopo la seconda, la quarta e l'ultima strofa; dopo la quarta strofa è presente un assolo di chitarra di John Frusciante molto melodico.


Il brano tratta della Californificazione, il momento in cui l'uomo assorbe e fa suo lo stile di vita di Hollywood, diventandone a tutti gli effetti una sua espressione e caricatura, anche nei suoi lati più orridi. L'individuo entra a far parte di questo ambiente senza vedere il lato più scuro, o accorgendosene troppo tardi, e ne rimane estasiato ed euforico come se stesse assumendo della cocaina.


Convinto che lui sia al vertice del mondo e più in alto rispetto a tutti gli altri, pur sapendo che per continuare a vivere questo tipo di vita dovrà stringere più volte la mano al sistema senza nessuna esitazione: e lui accetterà incurante o poco consapevole il fatto che, da quella volta in poi, la sua vita sarà stravolta. Abbraccerà la mitica triade delle star: sesso, droga e rock n' roll. Forse potrebbe uscirne bene o poco cambiato ma molto spesso la conclusione è l'esatto opposto. Ed eccoci qua tra "spie psichiche della Cina che cercano di rubare le gioie delle vostre menti e ragazzine della Svezia che sognano le battute dei film": la Californificazione ha inizio e Hollywood la vende.



Molte sono le citazioni a questo mondo: l'uso eccessivo della chirurgia plastica ("pay your surgeon very well to break the spell of aging", "paga il tuo chirurgo molto bene per spezzare l'incantesimo di invecchiamento"). Citazioni di film come Star Wars, (viene menzionato Aldareen, il pianeta sul quale cresce la Principessa Leila), Star Trek ("Lo spazio può essere l'ultima frontiera"), le stelle della Hall Of Fame, il cantante dei Nirvana Kurt Cobain morto suicida e l'album Station To Station di David Bowie, i Beach Boys ("They're just another good vibrations", "Sono solo altre belle vibrazioni"), la morte dell'attrice Dorothy Strattern, la rivista Celebrity Skin fino ad arrivare a famose teorie del complotto come la teoria dell'allunaggio, la quale si dice che sia stata pensata e creata negli stabilimenti di Hollywood.


Un satira non tanto velata su il lato di Hollywood che noi non vediamo, di cui ci rendiamo poco conto o del quale tutti sanno ma nessuno conferma né smentisce. Non tanto indirizzata allo stile di vita che ne possa derivare quanto alla presa di consapevolezza che non tutto all'interno di quel dato sistema è oro che luccica. E questo sistema che ha influenzato con film, attori e registi le diverse generazioni susseguitesi durante il corso del '900 e degli anni 2000 fino a oggi, può portare l'uomo alla sua distruzione. Però dopotutto:


"Destruction leads to a very rough road but it also breeds creation."

"La distruzione porta a una strada molto irregolare ma genera anche la creazione".




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