Emozioni: fondamentali per la vita di ogni individuo

Le emozioni sono collegati all’attenzione, alla motivazione, agli interessi personali e allo sviluppo cognitivo.


Oggi parliamo di emozioni: le emozioni sono stati complessi dell’organismo e riguardano la sfera mentale e quella fisiologica.


Ogni individuo sviluppa diversi tipi di emozioni e per questo può essere:

  • Empatico (Ovvero avere la capacità di entrare in sintonia con i sentimenti e le emozioni altrui);

  • Apatico(Ovvero essere incapace di provare emozioni e capire le emozioni altrui);

  • Avere la capacità del “Neurone a Specchio”( Ovvero agire nella riproduzione delle emozioni altrui).

Sigmund Freud è considerato il padre della psicoanalisi e crede che la personalità dell’individuo sia strutturata in tre livelli:

ES, IO e Super Io.


Secondo Freud L’ES (l’istinto) è Una parte né buona né cattiva che punta al raggiungimento del piacere; l’IO (il mediatore) è l’Io stesso (quello che si vuole fare veramente); Il Super Io (la morale) rappresenta le regole che riceviamo dalla società.

Inoltre, egli pensa che vi sono tre forze che governano la nostra mente e sono Conscio, Preconscio e Inconscio. Le prime due parti, più riconoscibili, sono spesso vittime della censura e in alcuni casi i ricordi traumatici vengono rimossi e rilegati nell'inconscio.

Il Conscio è tutto ciò di cui ci rendiamo conto; il Preconscio è quello di cui ci rendiamo conto solo a tratti, di cui ce ne rendiamo conto solo nei sogni; L’Inconscio è un magazzino dove chiudiamo le esperienze che possono turbare il nostro equilibrio, non è accessibile alla coscienza se non attraverso la psicoanalisi.


Ritornando alle emozioni, in generale possiamo dire che sono stati mentali e fisiologici associati a modificazioni psicologiche, a stimoli interni o esterni, naturali o appresi. Sono un processo multicomponenziale, cioè articolato in più componenti e con un decorso temporale che evolve.


La loro principale funzione consiste nel rendere più efficace la reazione dell'individuo a situazioni in cui si rende necessaria una risposta immediata ai fini della sopravvivenza, reazione che non utilizzi processi cognitivi ed elaborazione cosciente.


Le emozioni rivestono anche una funzione relazionale (comunicazione agli altri delle proprie reazioni psicofisiologiche) e una funzione autoregolativa (comprensione delle proprie modificazioni psicofisiologiche). Si differenziano quindi dai sentimenti e dagli stati d'animo, anche se questi termini vengono spesso usati indifferentemente nel senso comune.


Ma quanti tipi di emozioni ci sono?

Le emozioni primarie o di base, secondo una definizione di Robert Plutchik sono otto, divise in quattro coppie:

  • la rabbia e la paura;

  • la tristezza e la gioia;

  • la sorpresa e l'attesa;

  • il disgusto e l'accettazione.

Le emozioni secondarie sono:

  • l'allegria

  • la vergogna

  • l'ansia

  • la rassegnazione

  • la gelosia

  • l'orgoglio

  • la speranza

  • il perdono

  • l'offesa

  • la nostalgia

  • il rimorso

  • la delusione.


Per capire un po’ meglio le emozioni, qualche tempo fa, la Disney/Pixar ha realizzato un cartone animato con delle emozioni come protagoniste.


L’importanza delle emozioni è ormai assodata in psicologia. Lo sviluppo dell’intelligenza emotiva rappresenta per ognuno di noi la chiave per vivere al meglio la nostra vita in tutte le sue sfumature. Il film della Pixar/Disney “Inside Out” seppur non viene compreso in tutte le sue metafore, rappresenta un utile strumento per meglio interrogarsi sui meccanismi emotivi che ci guidano nella vita di tutti i giorni. Il film prende le basi e gioca con i veri costrutti teorici della psicologia delle emozioni.

Il regista Docter prima di scrivere il film Inside Out sembra aver incontrato Dacher Keltner, fondatore del Greater Good Science Center dell’Università di Berkeley, in California, centro di studio di psicologia, sociologia e neuroscienze, al fine di porgli domande sull’adolescenza e l’emotività. Successivamente sembra aver coinvolto come consulente Paul Ekman uno degli psicologi che ha molto approfondito gli studi sulle emozioni nel Ventesimo secolo (vedi i suoi studi antropologici sull’innatismo delle emozioni).


Ekman e successivamente Plutchick nel 1980 teorizzarono emozioni primarie come TRISTEZZA, GIOIA, PAURA, DISGUSTO\DISPREZZO, RABBIA, SORPRESA che miscelate tra loro danno vita ad emozioni secondarie come amore, timore, apprensione, ecc. come rappresentato nel cono emotivo. Secondo Plutchik, le relazioni fra emozioni si possono rappresentare con un modello strutturale tridimensionale a forma di cono.

Nel film attraverso la protagonista Riley, viene offerta la possibilità di osservare dall’interno della mente il suo percorso di crescita e le sue emozioni. Trasportati nella mente di Riley, incontriamo le 5 emozioni fondamentali:

TRISTEZZA, GIOIA, PAURA, DISGUSTO\DISPREZZO, RABBIA.

A queste emozioni spesso in psicologia si aggiunge la SORPRESA come sesta emozione fondamentale, ma nel film non è presente.

Il periodo di vita maggiormente fotografato dal film è l’inizio dell’adolescenza. Riley ha 11 anni, fase in cui lei con il resto della famiglia sono costretti a cambiare casa, spostandosi dallo stato del Minnesota a San Francisco.

Il vissuto di perdita della piccola Riley causato dal trasferimento e il trambusto dell’adolescenza, lasciano recitare ai vari personaggi delle emozioni presenti nella sua mente, diverse dinamiche frutto del loro “incontro” che crea reazioni comportamentali differenti.

A mio parere, al di sotto delle spesso buffe scene del film recitate dalle varie emozioni, appare molto utile trarne rilevanti consapevolezze:

tutte le emozioni sono degne di attenzione e vanno esplorate. La tristezza ci ha insegnato come sia per noi utile ed importante in alcuni momenti essere tristi, al fine di assaporare meglio i significati delle cose e capire cosa vogliamo o non vogliamo fare, quindi che anche le emozioni sgradevoli sono utili.


L’emotività viene in questa pellicola rappresentata come la guida e supporto della ragione, la tristezza infatti è in grado di condizionare i nostri ricordi proprio come la felicità, la paura ci guida nel non farci troppo male, il disgusto e disprezzo ci condiziona nelle scelte, la rabbia ci da la carica e difende…


E voi cosa ne pensate delle emozioni e che rapporto avete con esse?

Spero che questo articolo vi sia piaciuto, se vi va lasciate un like e un commento e fatemi sapere cosa ne pensate di questo articolo.

Al prossimo articolo, un bacio, Miriana.

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