"Farmi toccare da qualsiasi persona per me era impensabile."




Ciao a tutti, il tema della violenza è di fondamentale importanza e anche oggi ho deciso di raccogliere una testimonianza:


Avevo sedici anni circa e stavo con un ragazzo: dopo due mesi ci lasciammo. Due anni dopo ci rimettemmo insieme, ma per lui era cambiato: mi veniva a prendere in macchina e facevamo il suo volere.


Mi chiamava spesso stupida, iniziò a picchiarmi quando le cose non andavano come voleva, e diceva di tenere a me. La sera di San Valentino: preparo tutto e andiamo a cena da lui. Vidi che iniziò a bere un po' troppo e già avrei dovuto accorgermi che non sarebbe uscito nulla di buono. In seguito andammo a letto e gli dissi: "ma perché bevi così tanto?" Mi rispose che senza alcool non sarebbe riuscito a fare nulla con me.


Inutile dire che mi sono sentita umiliata psicologicamente. Il mio corpo si rifiutava e mi ha constretto a far cose che non volevo. Durante tutto il rapporto mi chiese se potesse usare un coltello incandescente attorno alle mie parti intime e fui terrorizzata. Mi disse che in macchina aveva corde e coltelli, non sapevo proprio che fare.


Scattò foto di me mentre gli praticavo del sesso orale e poi mi ha stuprata: senza mezzi termini. Dopodiché da ubriaco mi accompagnò a casa e in quei giorni in cui stavamo per lasciarci mi confessò che aveva speso tutto lo stipendio estivo in droghe. L'auto gliela comprò il padre.


Mi lasciò lui, mi fece così male durante tutta la relazione che non ebbi nemmeno avuto tempo di realizzare. Quell'anno andai malissimo a scuola, inutile dirlo. Saltavo spesso la scuola, avevo spesso incubi e farmi toccare da qualsiasi persona per me era impensabile.




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