Fuga dalla realtà: Psicologia dell’Evasione

Per affrontare disagio, stress e problemi della quotidianità, ciascuno di noi mette in pratica tattiche più o meno sane: c’è chi legge libri inserendosi in una realtà distopica con personaggi immaginari con cui si sente affine, chi passa ore giocando ai videogame, chi ascolta musica, chi pratica attività sportiva a livello ossessivo per tenere la mente impegnata, chi ancora fa uso di droghe o alcolici per trovarsi in uno stato di semicoscienza capace di donare loro un benessere temporaneo e così via.


Qualsiasi attività può diventare una strategia per evitare qualcosa ma è probabile che, prima o poi, avremo un problema molto più grave rispetto a quello da cui si tentava di fuggire. Più tempo dedicheremo alla fuga, meno ne dedicheremo alla riflessione e risoluzione di ciò che ci preoccupa o affligge.


Il fenomeno dell’evasione si presenta in particolar modo dopo aver subito un trauma psicologico a causa del lavoro, della famiglia, delle condizioni di vita in un ambiente sfavorevole o dell'incapacità di costruire relazioni adeguate e durature in amicizia o amore. Il risultato però è un tentativo di vivere una falsa vita.


Vari studi hanno dimostrato che l'evasione spesso diventa la base per la formazione di manie, depressione o disturbi della personalità. Negli ultimi anni si verifica sempre più frequentemente un ritiro nella virtualità, computer e giochi di ruolo stanno diventando una maledizione del nostro tempo. Molti soggetti non sono in grado di assumere il controllo del proprio "desiderio di gioco" a causa del quale vivono per ore nascosti dietro uno schermo perdendo contatto con la persona amata, la famiglia, gli amici, maturando difficoltà in tutte le aree della vita quali apprendimento, carriera lavorativa, miglioramento dello stile di vita stesso, dei rapporti umani e soprattutto manifestando instabilità in ambito emotivo.


Come sistemare questo danno?


Occorre levare i paraocchi e guardarsi intorno analizzando la realtà, tornando a percepire la vita reale.


È importante realizzare cosa si sta perdendo, cosa si sta sacrificando, chi sta soffrendo per le nostre scelte e le nostre ossessioni, è importante capire che certi momenti non torneranno più, certe occasioni buttate al vento così come persone trascurate fin troppo che a un certo punto arriveranno a dire “basta”. La consapevolezza sarà un duro pugno nello stomaco per l’individuo ma tal sofferenza è incredibilmente necessaria, l’autogestione è la chiave della vita ed è possibile svilupparla in autonomia oppure farsi aiutare.


Il consiglio è di dedicare meno tempo ai desideri di evasione e più tempo alla riflessione, alla crescita personale, allo sviluppo di capacità, al riscoprire le emozioni ed il loro controllo; tornare padroni del proprio tempo e della vera realizzazione personale. Ricordiamoci che i problemi non esistono per davvero, sono solo cose che accadono e situazioni che, come altre, vanno risolte.


A presto,


Martina


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