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HOTEL CALIFORNIA

Hotel California è un singolo di genere hard-rock e album-oriented rock del gruppo americano Eagles, contenuto come singolo d'apertura del loro quinto e omonimo album del 1976 ed estratto e pubblicato nel 1977; ha una durata di 6:31 minuti. Il titolo accenna a un hotel situato in California e chiamato Beverly Hills Hotel (il quale compare come sfondo nella copertina del loro album), non in modo diretto ma solo richiamandone la struttura dell'edificio e legandola ai temi della canzone.


La traccia inizia con la melodia di una chitarra classica a cui si aggiungono quella del basso e un breve rullo di batteria, che introduce la prima strofa. È composta da sei strofe, nelle quali vengono esposti la storia e l'argomento di questo viaggio semi allucinatorio, due ritornelli, uno udibile alla fine della seconda strofa e l'altro alla fine della quarta, e un formidabile e stravolgente assolo finale (considerato uno dei miglior assoli di chitarra della storia del rock) eseguito in coppia da Joe Walsh e Don Felder che conclude tutta la canzone.


Il brano tratta della bella vita condotta dagli artisti musicali nell'industria musicale degli anni '70, una vita dedita alla ricerca del piacere più sfrenato e dell'appagamento più totale attraverso i classici tre modi quali l'alcol, la droga e il sesso, e lo fa utilizzando come allegoria un hotel che attira al suo interno dei visitatori. Nelle prime due strofe il nostro visitatore sta viaggiando in macchina su un'autostrada deserta e, mentre è accarezzato in testa da un "vento fresco" ed è rilassato da dei "caldi odori di colitas" (un riferimento all'atto di bruciare i boccioli di marijuana), ha la visione di una "luce luccicante" che gli appesantisce la testa e gli offusca la vista, costringendolo di conseguenza a fermarsi per la notte. Una volta arrivato, vede vicino all'entrata dell'hotel una donna e sente le campane di una chiesa rintoccare, portandolo a chiedersi se:


"This could be heaven or this could be hell"

"Questo potrebbe essere il paradiso o questo potrebbe essere l'inferno"






Dopo questa riflessione la donna accende una candela e gli fa strada mentre il visitatore sente delle voci che lo accolgono dentro l'albergo e lo descrivono come un bel posto. Nella terza strofa viene descritta questa donna, una persona dalla mente legata ai gioielli, al lusso e al divertimento più acceso; e una volta varcata l'entrata e seguita questa donna, vediamo tutti gli ospiti dell'hotel ballare per ragioni diverse riconducibili però a due giustificazioni:


"Some dance to remember, some dance to forget"

"Alcuni ballano per ricordare, altri ballano per dimenticare"






Successivamente, nella quarta strofa, il visitatore va da un uomo che chiama Capitano e a cui chiede di portargli il suo vino, per poi dirigersi a dormire nella sua stanza, venendo però continuamente tormentato dalle voci degli altri ospiti che lo chiamano da lontano e lo svegliano durante la notte, impedendogli di avere un sano riposo. Nelle ultime due strofe, il fine dell'hotel muta e ora il suo compito è ingabbiare e imprigionare i suoi ospiti, oltre che attirarli dentro di sé, per far sì che essi non scappino più e rimangano lì per sempre, distraendoli con ricompense di temporaneo piacere. Il visitatore, avendo fatto esperienza di tutto questo, vuole tornare indietro al momento in cui si trovava fuori dall'hotel e dimenticare tutto, ma ormai è troppo tardi e non può più farlo perché qualsiasi tentativo di fuga appare di per sé completamente inutile, come testimoniano le ultime due frasi della canzone:


"You can check out any time you like, but you can never leave"

"Puoi lasciare la stanza ogni volta che vuoi, ma non puoi mai andartene"


La ricerca di un estremo edonismo, il tramonto del Sogno Americano, il riflesso del modo di vivere dei discografici e degli artisti negli anni settanta. Una vera discesa negli inferi, l'eccesso sperimentato e portato dalla cultura americana, l'equilibrio dubbioso tra arte e commercio: tutte queste e altre potrebbero essere valide interpretazioni di questo brano. Il quale non ha un significato preciso e lascia un messaggio criptico e misterioso alle orecchie degli ascoltatori. Certa è una cosa: è una canzone che riguarda e racchiude l'abuso di un particolare stile di vita che, a lungo termine, impedisce la possibilità di guarigione e l'entrata sempre più profonda in un circolo vizioso dal quale è estremamente complicato uscire.



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