La violenza sulle donne




MILANO- Con 3 milioni di euro di dotazione e l'arrivo della circolare dell'Inps, può partire il «reddito di libertà» per le donne vittime di violenza. «Una misura di straordinaria importanza, che aiuta le donne vittime di violenza a intraprendere un percorso concreto di riappropriazione della propria libertà e della propria autonomia, una prospettiva di salvezza e di speranza. Fa parte degli strumenti messi in campo nell'ambito del nuovo piano nazionale di contrasto alla violenza maschile contro le donne, nell'asse di promozione dell'autonomia e del protagonismo. Le donne non soltanto devono essere sostenute nella fase di denuncia ma sapere che non saranno lasciate sole e che per combattere la violenza economica mettiamo in campo anche misure di sostegno e di investimento come il reddito di libertà e il microcredito di libertà».


L'operatività segue la pubblicazione della circolare numero 166/2021 da parte dell'Istituto della previdenza sul «Fondo per il reddito di libertà per le donne vittime di violenza». Istituito per favorire percorsi di autonomia e di emancipazione delle donne vittime di violenza in condizione di particolare vulnerabilità o di povertà attraverso l'indipendenza economica, il reddito di libertà è riconosciuto dall'Inps con un contributo nella misura massima di 400 euro mensili pro capite, in un'unica soluzione per massimo dodici mesi, entro il limite delle risorse assegnate a ciascuna Regione o Provincia autonoma. «Il contrasto alla violenza di genere è una problematica sulla quale la politica deve agire senza distinzioni di colore o schieramento». «E' stato seguito fin dall'inizio l'iter procedurale di questo importante strumento per le donne vittime di violenza perché si arrivasse finalmente alla sua concreta operatività».


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