• Marione

LET IT BE

Nella periferia di Liverpool, durante un giorno nuvoloso, un ragazzino di 14 anni esce dalle porte della sua casa e, affranto e triste, si reca nel suo istituto per incominciare la solita giornata scolastica.


Ben sapendo che non procederà come al solito, non per la noia data dagli argomenti spiegati, dai bulletti che infestano i corridoi delle aule o dalla ripetitività della routine scolastica, ma per una ragione ben più profonda: il lutto della propria madre. Uno dei dolori più strazianti da sopportare, specialmente per un quattordicenne.


Successivamente, una volta finite le lezioni, il nostro giovanotto torna nella sua casa, appoggia lo zaino in sala, sale verso la sua camera, chiude la porta e si lascia andare a un forte pianto, che prosegue per un po', quel tanto da renderlo momentaneamente più libero.


Durante il pomeriggio prova ad ammazzare il tempo in qualunque modo, ma non riesce a distrarsi. A cena con suo padre, nessuno dei due parla per timore di toccare questo delicato argomento. Arrivata la notte, si reca in camera sua e si sdraia sul letto, pronto per dormire e affrontare la prossima giornata: però non riesce a chiudere occhio, e nello sforzo arrivano anche altre lacrime, limpide come cascate.


Però, all'improvviso, ecco comparire uno spirito femminile che lui riconosce come sua madre, la quale lo esorta a non piangere e lo incoraggia ad andare avanti con forza e determinazione, senza che questo evento lo abbatta troppo.


Il mattino dopo, il ragazzino si prepara per andare a scuola e, uscendo, nota un cambiamento rispetto al giorno precedente: le nuvole grigie e scure sono adesso accostate e irradiate da un fascio di raggi del sole; il ragazzino guarda in alto, si lascia sfuggire un lieve sorriso e prosegue verso la scuola. Il dolore permane, ma la ferita si cicatrizza.


Let It Be è una canzone dei Beatles, contenuta nell'omonimo album del 1970, rilasciata nello stesso anno; è una ballata rock ed è considerata una delle migliori canzoni del quartetto. Ha una durata di 4:03 minuti. La canzone è costituita da tre strofe, intervallate alla conclusione di ognuna dal ritornello e, alla fine della seconda strofa, da un vigoroso assolo di chitarra eseguito da George Harrison.




Il testo della canzone nasce da un sogno avuto da Paul McCartney, nel quale apparve sua madre, dicendogli di non preoccuparsi per questa situazione, di "lasciar correre" perché tutto si sarebbe risolto (si è incerti se si riferisca alla sua morte o alle tensioni emergenti tra lui e Lennon). Infatti, la "Mother Mary" che viene nominata nella canzone non è riferito alla Vergine Maria, bensì a sua madre, Mary Mohin, dando alla canzone un tono più autobiografico che religioso.


Nell'interpretazione generale, si può dire che Let It Be sia un inno alla vita, alla felicità, alla fortificazione dei legami umani, al divertimento con musica e balli e al non pensare costantemente alle preoccupazioni e alle sciagure che ci accadono o alle domande di cui non riusciamo a trovare una valida risposta, perché non importa quello che succede:


"And when the night is cloudy, there is still a light that shines on me

Shine on until tomorrow, let it be"


"E quando la notte è nuvolosa, c'è ancora una luce che splende su di me

Splende fino a domani, lascia che sia"




6 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti