• Marione

MILLION DOLLAR BABY

"Se c'è una magia nella boxe è la magia di combattere battaglie al di là di ogni sopportazione, al di là di costole incrinate, reni fatti a pezzi e retine distaccate. È la magia di rischiare tutto per realizzare un sogno che nessuno vede tranne te".


Million Dollar Baby è un film del 2004, scritto da Paul Higgs e diretto da Clint Eastwood, tratto dall'omonimo racconto contenuto nell'opera Rope Burns dello scrittore ed ex pugile statunitense F.X. Toole. Ha una durata di 2 ore e 12 minuti. Il titolo fa riferimento al montepremi dell'incontro di Las Vegas che si disputa verso la fine del secondo atto del film.


Il film, ambientato a Los Angeles nei primi anni 2000, tratta della storia di un anziano allenatore di pugilato, Frankie Dunn (Clint Eastwood), gestore di una vecchia palestra di boxe insieme al suo amico e collega Eddie Dupris detto Scrap (Morgan Freeman), un ex pugile nero rimasto cieco da un occhio a causa di un colpo ricevuto durante un incontro. Al termine dell'incontro di uno degli allievi di Frank, quest'ultimo viene raggiunto da una ragazza, Margaret Fitzgerald detta Maggie (Hilary Swank), che gli chiede di poter entrare nella sua palestra per diventare una sua allieva, ricevendo però il rifiuto dell'uomo in quanto, a detta sua, non allena ragazze. Ma Maggie è ostinata e determinata ad averlo come allenatore e mentore, così inizia a venire nella sua palestra per allenarsi e alla fine, anche se inizialmente riluttante, Frank la accetta come sua allieva. E da qui fino alla fine, inizia il viaggio di questi due personaggi tanto nel mondo della boxe quanto in quello delle relazioni interpersonali.



Una storia avvincente ed emozionante che, attraverso il mondo del pugilato, racconta dell'incontro e del rapporto che si crea tra due figure. Da una parte la figura di Frank, un uomo anziano e un po' chiuso, che alleva i suoi pugili al meglio però allo stesso tempo non fa partecipare loro all'incontro per il titolo, che legge Yeats per imparare il gaelico (tanto da far scrivere una parola in gaelico sulla vestaglia di Maggie), che scrive delle lettere alla figlia in cui le chiede come sta senza ricevere alcuna risposta. Dall'altra, la figura di Maggie, una ragazza che possiede tanta determinazione e voglia di rivalsa, che si allena costantemente per raggiungere l'obbiettivo di diventare una pugile professionista, che lavora come cameriera in un piccolo bar, che vive in una situazione familiare difficile nella quale non è ben vista. Grazie al loro incontro e alla loro dedizione per vincere gli incontri il loro legame si rafforza e tutti e due finiscono per percepirsi come una parte di loro stessi: Frank si affeziona a Maggie e arriva a vederla come una figlia mentre Maggie considera Frank come il padre che non ha mai avuto, oltre che come il suo allenatore.



Un film devastante, che fa uso del mondo della boxe per trattare diverse tematiche, una fra tutte quella dell'eutanasia (evidente nel terzo atto del film), ma anche del sentimento del riscatto sociale, di quella volontà che spinge l'individuo a raggiungere i propri traguardi e i propri obbiettivi. Non importa quanto egli sia sfinito, stanco o distrutto, per poi alla fine del tragitto rendersi conto di avercela fatta e di aver vissuto facendo quello che più desiderava fare, anche se è l'ultima cosa che faranno nella loro vita. Un film che colpisce lo spettatore dritto allo stomaco con un montante destro ben assestato; un film che, per prendere in prestito una frase pronunciata da Muhammad Alì prima di combattere contro Sonny Liston nel 1964, vola come una farfalla e punge come un ape. O in questo caso, come un calabrone.





6 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

LOCKE