NON DOVEVA ANDARE COSI

Oggi voglio farlo. A tre anni di distanza mi sento, forse, pronta a parlarne.
















Vorrei raccontare come si vive realmente una perdita improvvisa, quella perdita che non ti aspetti. Quella perdita nel peggiore dei modi.


Era il 10 maggio del 2019 quando alle 20.35 poco prima di metterci a tavola ricevemmo una chiamata. Una banalissima chiamata per chiedere il numero di un amico.


Tre minuti dopo, alle 20.38, abbiamo ricevuto la chiamata più devastante che si possa ricevere: “Roby si è impiccato.”


Roby ha spento il telefono ed ecco che parte la corsa contro il tempo. Una corsa che già si sapeva fosse inutile ma la speranza non se ne andava.


Mille domande in testa durante quel tragitto, mille paure.

Non mi dimenticherò mai la domanda: “ Amore quante possibilità ci sono che ce la faccia?”

Ed io dentro di me sapevo che non c’era più nulla da fare. Ed una parte di me si era già spenta.


Arriviamo sotto casa e nel mentre parte l’ambulanza… Carabinieri, polizia, scientifica, di tutto c’era quella sera, tranne lui.


Nel mentre ci chiamano dall’ospedale e ci dicono di avvisare i genitori ed il mio cuore si spegne, sapendo che non fosse proprio un bel segnale.


Ricomincio a fumare, d’altronde ero in gravidanza e avevo smesso.


È stato in vita ancora otto giorni.


È stato attaccato alle macchine ancora otto giorni, perché di vita non si può parlare.

Abbiamo sperato fino all’ultimo giorno un miracolo ma, non è mai arrivato.


Non ho mai creduto in un suo risveglio ma giuro di averlo pregato.

Ricordo la massa di gente sulle scalinate, ricordo i caffè, ricordo i dottori.

Ricordo il dolore che ognuno di noi provava, ricordo la speranza che ognuno di noi aveva.

Passano i giorni e arriva il 18 maggio, anche quel giorno abbiamo ricevuto una chiamata, questa volta dall’ospedale, dove ci dicevano di andare perché avrebbero dovuto staccare le macchine.


Quella è stata l’unica volta che l’ho visto in quello stato. Quella è stata l’ultima volta che l’ho salutato.


Queste parole le voglio dedicare a tutti coloro che hanno, anche solo minimamente, pensato di andarsene.


Queste parole le voglio dedicare a tutti coloro che hanno un periodo no. E ciò che mi sento di dirvi è di pensarci, a mente lucida, perché nonostante pensiate che nessuno vi voglia bene sappiate che c’è sempre qualcuno che tiene a voi.


Parlate dei problemi, parlate di ciò che vi passa per la testa perché non c’è niente di male nel farlo.



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