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PAINT IT BLACK

Paint It Black è una canzone di genere rock del gruppo inglese The Rolling Stones, rilasciata nel 1966 e contenuta come traccia d'apertura del loro ottavo album Aftermath, pubblicato nello stesso anno. Ha una durata di 3:19 minuti. Il titolo tradotto significa "dipingila di nero". Vale menzionare che, all'inizio, le prime copie rilasciate dell'album riportavano il titolo della canzone scritto come Paint It, Black (secondo alcuni a causa di un errore da parte della stampa) facendo emergere in molti un interpretazione razzista della frase, siccome con la virgola il titolo della canzone si tradurrebbe con "dipingila, nero".


La traccia è composta da sei strofe, di cui una ripetitiva (la prima strofa viene ripetuta di nuovo verso la fine, dopo la quarta strofa) e una che va a concludere la canzone. La canzone è caratterizzata dall'utilizzo di uno strumento indiano, il sitar, suonato da Brian Jones, che rende la canzone più allucinatoria, insieme al ritmo della batteria di Watts, della chitarra acustica di Richards e dal tono di voce torvo di Mick Jagger.



Il brano parla di un uomo depresso a causa della morte della sua amata, prendendo come simbolo del suo dolore e del suo lutto il colore nero. Piano piano, mentre la canzone avanza, lui inizia a vedere e a colorare tutto ciò che vede di nero (metafora della suo stato depressivo che ricopre tutta la felicità e la bellezza che si trova nel mondo).


Non è chiaro dove abbiano luogo i pensieri dell'uomo, ovvero se stia effettivamente pensando a tutto questo da solo mentre cammina in una strada affollata o se stia descrivendo il suo stato d'animo mentre si celebra il funerale della donna. In tutto questo l'uomo, dentro e fuori di sé, inizia a dipingere tutto ciò che osserva di nero, iniziando da una porta rossa (probabilmente le porte di una chiesa episcopale inglese), proseguendo con il suo cuore e con il colore del mare che da un blu pulito si trasforma in un verde paludoso; perfino il sole diventa nero, e con esso il mondo intero. E non solo per lui.


E alla fine, bisogna immaginare quest'uomo che, in preda alla depressione e nonostante il ritmo melodico della canzone che sembra proporre più la malinconia che la depressione, una volta dipinto tutto di nero, cade sulle sue ginocchia sfinito e in uno stato d'animo pieno di desolazione verso tutto e tutti.




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