• Marione

SOLDIER OF FORTUNE

Una strada di campagna attraversata da un piccolo ruscello con la brezza che soffia e le pale del mulino a vento che ruotano seguendo il ritmo dettato loro, osservati dall'alto sole raggiante e dal cielo limpido e chiaro. Tra gli spettatori di questa meraviglia si scorge anche qualche nuvola elegantemente sdraiata su quella superficie blu, non così numerose da far presagire tempesta ma accuratamente disposte per adornare il loro luogo celeste. Sulla terra, un uomo batte questa via e all'improvviso, colpito da questa bellezza, si ferma e si distende vicino a un albero, tira fuori dalla tasca il suo taccuino e scrive delle parole, magari una poesia o, forse, una canzone. L'uomo viene travolto dalla magnificenza e tutto d'un colpo immagina di vivere le storie dei più grandi avventurieri, da Odisseo a Don Chisciotte, uomini che fanno dell'esplorazione e della ventura il loro fine ultimo e il loro pane quotidiano. "Ma ora basta fantasticare" pensa fra sé. "Il momento di andare è giunto". E detto questo, l'uomo si alza e prosegue per il suo cammino dalla meta incerta, senza più girarsi indietro.


Soldier Of Fortune è un brano del gruppo rock inglese Deep Purple, pubblicato nel 1974, ultima traccia dell'album Stormbringer uscito nello stesso anno; ha una durata di 3:13 minuti ed è una canzone rock soave e rilassante. Il titolo del brano si traduce in senso figurativo come avventuriero.



Il brano è costituito da due strofe intervallate dal ritornello ripetuto alla fine di ciascuna, con la presenza di un malinconico e armonico assolo alla fine della prima strofa. Il testo racconta la storia di un uomo che parla di un vagabondo (drifter in inglese) che viaggia in molti luoghi per molto tempo, desideroso di incontrare la donna amata e di stabilire con lei un'esperienza puramente amorosa. Ma il tempo passa e lui sente di star diventando vecchio e le canzoni cantate per questa donna stanno svanendo "come il suono di un mulino che rotea" e che sarà destinato per sempre a rimanere un avventuriero, come egli stesso si definisce.


La traccia esprime una situazione malinconica sia dalla strumentale, con il tocco delle corde della chitarra e dei tasti del Mellotron che ricorda i paesaggi zen orientali, simboli perfetti di uno stato di quiete. Sia dal testo che racchiude una continua ricerca dell'amore ideale e perfetto nel quale il viaggiatore si senta cullato, trovandolo occasionalmente ma mai abbracciandolo completamente e decidendo, nel frattempo, di continuare a viaggiare finché non lo incontri: la dolce carezza di una donna che piano piano si dilegua e l'uomo accarezzato che la insegue e desidera per provare di nuovo quell'affettuosa sensazione.





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