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THE VVITCH

The VVitch è un film di genere horror scritto e diretto da Robert Eggers, uscito nel 2015. Ha una durata di 1 ora e 03 minuti.


Il film è ambientato nel 1630 e tratta di una famiglia del New England bandita dalla comunità puritana per il loro estremismo del posto e costretti a spostarsi vicino alla foresta e a costruire una casa, isolati dal resto della comunità. Una volta completata, si crea un clima allegro mentre la famiglia, costituita da 7 persone, passa la sua giornata tra allevamento, agricoltura e preghiera per tirare avanti fino alla giornata successivo. Ma all'improvviso, iniziano ad accadere strani avvenimenti: Thomasin (Anya Taylor-Joy), la figlia maggiore, accudisce il fratellino neonato e, mentre fa il gioco del cucù, il bambino scompare; la famiglia è devastata da questa perdita e non sa dare una spiegazione dell'accaduto. Intanto all'interno del campo si mostra sempre di più un caprone nero, il che spinge la famiglia a pensare che il loro terreno sia maledetto e Thomasin, evento dopo evento, viene accusata di essere una strega e di aver condannato tutta la famiglia.


Il film è considerato un tipo particolare di horror, in quanto fa leva sulla paura non solo attraverso lo spavento, ma anche tramite l'utilizzo dell'atmosfera e dell'ambiente, che qui si identifica in un piccola casa costruita vicino a un'immensa foresta. Piano piano eventi sempre più disastrosi si abbattono sulla famiglia e nessuno riesce a spiegarne il motivo, dando la colpa al diavolo (che a un certo punto identificano con il caprone nero).



Nonostante tutto ciò, il film si propone di dare una rappresentazione realistica (anche se soprannaturale) di uno degli archetipi più famosi dei racconti horror: le streghe e la stregoneria. La storia di per sé potrebbe essere meno spaventosa o avere meno effetto su di noi oggi perché abbiamo superato il mito delle streghe. Ma mettetevi nei panni di una famiglia puritana del 1600, spaventata da misteriosi eventi che non riesce a spiegare se non tramite l'intervento della religione, accettando passivamente ciò che succede e continuando a persistere e andare avanti. Così il regista riesce a tramutare le storie che costituiscono il folklore in una narrazione eccezionale e facendo verosimilmente leva sulle paure e le ansie dell'epoca, pur riuscendo a mantenere quell'impronta fantastica e tetra che incutevano quelle storie.


Streghe che prendono forma attraverso le loro magie e i loro rituali per testimoniare la loro esistenza sulla Terra (il processo alle streghe di Salem si svolse a partire dal 1692, 62 anni successivi alle vicende del film) e dimostrare la loro opposizione verso la società a loro contemporanea, e per questo condannate e bruciate al rogo per timore di una diffusione della magia nera e del culto del demonio verso gli uomini; anche se:


"Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle".

- Voltaire





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