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WALK ON THE WILD SIDE

Walk On The Wild Side è una canzone di genere glam rock del cantante americano Lou Reed ed è la quinta traccia del suo secondo album da solista, Transformer, dal quale è stato estratto come primo singolo di lancio dell'album, pubblicato nel 1972. Ha una durata di 4:14 minuti. Il titolo della canzone è tratto dal nome originale di un romanzo di Nelson Algren e fa riferimento al mondo e alle persone incontrati dallo stesso Lou Reed nella Factory di Andy Warhol; si può tradurre con "giro nel lato selvaggio" oppure con la frase "passeggiata selvaggia" ovvero la traduzione del titolo del romanzo sopra citato.


Il brano si apre con un giro di basso accompagnato dalla chitarra e dalla batteria ed è suddiviso in 5 strofe, da 5 ritornelli posti alla fine di ogni strofa e da un echeggiante post ritornello (costituito dalle voci del coro che ripetono a ritmo con la strumentale e diverse volte la parola do), posto alla fine della seconda strofa e dopo la quinta, a cui segue un assolo di sassofono che conclude la canzone.


In Walk On The Wild Side Lou Reed descrive in particolare cinque personaggi, ognuno per ogni strofa, affrontando al contempo diversi temi tra di loro come la droga, la transessualità, la prostituzione (anche quella maschile) e il sesso orale, tutti argomenti considerati tabù all'epoca. Senza un fine di denuncia o di critica ma solo per fare conoscere agli ascoltatori un mondo che non conoscono o che non avrebbero voluto conoscere (il lato selvaggio, appunto).




Tra queste persone possiamo riconoscere:

  • Holly Woodlawn, un'attrice trasgender di cui viene descritto il suo viaggio da Miami a New York City in autostop e il suo cambiamento da uomo a donna;

  • Candy Darling, un'attrice transgender considerata la musa dei Velvet Underground (il gruppo di Lou Reed) e famosa per praticare sesso orale dopo gli show;

  • Joe Dallesandro, detto Little Joe, simbolo della subcultura omosessuale e dei film underground americani, famoso anche per aver indossato i jeans comparsi sulla copertina dell'album Sticky Fingers dei Rolling Stones;

  • Joe Campbell, detto Sugar Plum Fairy, un attore omossessuale chiamato così dal nome del suo personaggio nel film My Hustler, uno dei film diretti da Andy Warhol;

  • Jackie Curtis, una famosa drag queen che con il suo look e le sue performance ha ispirato artisti come David Bowie.


Un ritratto di un mondo come la Factory conosciuto solo da pochi ed evitato dai molti come se stessero fuggendo dalla peste, viene trattata in modo bizzarro ma dolce fornendo una semplice e precisa descrizione di quell'ambiente e dei suoi personaggi.





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